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FGCI TOSCANA
Federazione giovanile dei comunisti italiani Toscana
Comunicati
La FGCI Toscana esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime della vile esplosione che ha colpito la scuola Falcone e Morvillo di Brindisi. Benchè non sia possibileal momento indicare con certezza la matrice ed i colpevoli, quel che certo è che la nostra condanna è totale. Colpire la scuola significa colpire il luogo in cui i giovani, unico futuro e unica speranza per un paese in difficoltà come l'Italia, sono educati alla legalità, alla libertà e all'indipendenza di pensiero, sancite dalla Costituzione Repubblicana. Ci poniamo una domanda: perchè colpire il futuro dell'Italia in questo momento così drammatico e instabile? Purtroppo, la mente corre a pagine buie della Prima Repubblica, pagine che conosciamo fin troppo bene che, francamente, non sentiamo il bisogno di vedere replicate.
Che sia fatta giustizia vera, stavolta, senza aspettare decenni. Lo stato si impegni fino in fondo per scovare e punire duramente i responsabili di questo gravissimo atto di sangue. I giovani, oggi più che mai, vanno difesi, tutelati e incentivati nella loro indipendenza e nel loro spirito critico, dal quale passa un avvenire di questo paese, speriamo migliore di quello che si profila oggi.

Coordinamento Fgci Toscana
Ambiente
L'Unione Europea ha stabilito che ogni stato membro entro il 2020 debba ridurre del 20% rispetto al 2008 la produzione annua di gas serra, raggiungere la quota del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili ed aver aumentato del 20% l'efficienza energetica. Le previsioni più ottimistiche degli studiosi prevedono che col tasso di crescita del fabbisogno mondiale entro il 2050 saranno necessarie le risorse due pianeti, mentre per le previsioni più pessimistiche addirittura di 8, e per questo occorre una completa riconversione delle attuali fonti energetiche verso fonti ambientalmente sostenibili, che sia anche il frutto dello sguardo realistico sulle necessità dell'utenza e sulla loro sostenibilità economica.
Iniziative
Il PdCI e la FgCI dicono NO alla privatizzazione dell'ATAF!
Il 21 dicembre scorso il Sindaco Renzi ha deliberato la privatizzazione dell'Ataf, come risposta ad una totale assenza di coordinamento tra la nuova realtà della tramvia e il servizio pupplico su gomma. Privatizzare i servizi pubblici significa regalare ai privati quello che è di tutta la comunità. Nonostante il grande risultato dei referendum si torna all'attacco per voler privatizzare l'Ataf, scorporando e tagliando servizi, peggiorando le condizioni di trasporto per i cittadini, tagliando l'occupazione e peggiorando le condizioni di lavoro degli addetti.
Comunicati
 
La FgCI Toscana esprime piena solidarietà alla Comunità senegalese per gli incresciosi omicidi a sfondo razzista verificatisi a Firenze e ritiene che sia necessaria una riflessione collettiva sul clima di intolleranza che ha armato la mano del carnefice alimentato da ambienti della destra estrema extraparlamentare e soprattutto parlamentare. Chiediamo inoltre il bando di CasaPound e che le istituzioni locali si adoperino con tutti i loro mezzi affinchè tale organizzazione non possa operare e presentare le proprie iniziative politiche in attuazione di un principio costituzionale troppo spesso inapplicato
Comunicati
Esteri
Negli ultimi giorni hanno avuto luogo in Grecia e Portogallo grandi manifestazioni di massa caratterizzate da una forte partecipazione giovanile. La Fgci sostiene le lotte del popolo greco e portoghese contro i diktat dell’ UE e esprime la sua solidarietà ai giovani scesi in strada.
Comunicati
Nazionale
"Se l’inaffidabilità del governo Berlusconi, sempre più intrappolato dalle spire del malaffare e dei guai giudiziari del capo, non ha accontentato i poteri forti abbiamo tuttavia assistito al consolidarsi di una alleanza tattica e ideologica: quella con i settori più reazionari e pirateschi dell’imprenditoria, rappresentata plasticamente dall’asse Sacconi-Marchionne, in antagonismo anche a Confindustria"
Iniziative
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Ore 18:00 Dibattito
Introduce Bernardo Croci Segretario Provinciale del Pdci

Intervengono:


Giacomo Serini
Coordinatore Regionale della FGCI
Lucia Mango Segretario Regionale del PdCI
Rossano Rossi Segretario camera del lavoro Empolese
Sezione ANPI di Bagno a Ripoli
Nino Frosini Associazione Marx21
Fosco Giannini Segreteria Nazionale PdCI

Ore 20:30 Cena del 25 Aprile
15 euro prenotazione obbligatoria entro il 20 aprile
per prenotarsi chiamare al 328/7743565 o allo 055/621207

Cultura
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Relazione di sintesi a cura di Domenico MORO
Cultura
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Bernardo Croci, La formazione del moderno Leonardo: Garin e Lombardo Radice sulle orme di Gramsci, Firenze, Il Ponte Editore, 2011.

 

Il testo ci propone una rilettura dei principali nodi del pensiero pedagogico di Antonio Gramsci attraverso alcune figure chiave del secondo dopoguerra. In esso si cerca di evidenziare quegli aspetti che trascendono il contesto storico in cui sono pensati e scritti, e restano validi anche per la formazione del soggetto nel XXI secolo, sia rispetto all'ideale comunista e marxista, ma anche più in generale rispetto alla società della conoscenza. In questa analisi ci si sofferma sulla figura del Leonardo.

Questa emblematica figura è vista come la personalità più rappresentativa dell'Umanesimo e del Rinascimento, in virtù della completezza di questo personaggio che risiede nel fatto di essere non «la somma di diverse e separate capacità, ma legame intrinseco tra diverse attività»; egli è inscindibilmente scultore, pittore, architetto, matematico e scienziato. Leonardo si fa più di ogni altro portatore del concetto di unità del sapere e della cultura propria di quel momento storico, infatti, nell'Umanesimo e nel Rinascimento si è affermato, tra le altre cose, proprio l'idea  che non esistono due culture o più culture, ma che il sapere è unico. Questa figura di 'uomo completo' diviene un modello al quale  Antonio Gramsci si ispirerà per descrivere come debba essere formato l'uomo "onnilaterale" della società moderna indicando sia la struttura scolastica sia i contenuti che la devono caratterizzare. Questo 'uomo nuovo' potrà finalmente assolvere al compito che è proprio dello specialista+politico che Gramsci mette al centro del partito che guiderà i processi di cambiamento. Da queste proposte due personaggi, tra i più grandi intellettuali del '900, E. Garin e L. Lombardo Radice, ripercorrono a più riprese i nodi del pensiero pedagogico di Gramsci, ritornando sulla figura del Leonardo e sull'idea di cultura presente nell'Umanesimo e nel Rinascimento. Riscoprendo, alla luce delle vicende italiane, non solo un modello pedagogico, ma anche un strumento interpretativo della storia culturale italiana, individuando: da un lato i nodi irrisolti che hanno portato all'ascesa del fascismo e alla sconfitta del movimento operaio dei primi vent'anni del secolo, dall'altro proponendo efficaci strumenti di analisi perché ciò non si verifichi di nuovo. In questa analisi viene sottolineando in modo inequivocabile quel legame tra pedagogia e politica che è parte integrante del pensiero del dirigente comunista. In questo excursus quindi Gramsci è base di riflessione, ma anche strumento per la riflessione sul futuro. Il suo modello scolastico, il fine dell'educazione, le metodologie didattiche di Gramsci con i suggerimenti introdotti da Garin e Radice divengono non un'analisi sul passato, ma una traccia di riflessione per la pedagogia e la società del domani, infatti, dal testo queste idee risultano un proposta efficace per la prospettiva marxista per formare quell'uomo nuovo onnilaterale soggetto della nuova società, e in generale rispondono alle esigenze poste dalla complessità, scaturita dall'avanzamento della scienza e della tecnica, che caratterizza la nostra epoca.

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